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Per avere notizie su S. M. del Prato

 

 

 

 

   

        La Mostra, desiderata e fatta realizzare dalla Rev.da Madre Generale, Madre Maria Antonella Fantini, con il sostegno del Sig. Rosario Monteleone, Presidente dell’Associazione Agostino Roscelli  NEW GENERATION onlus, il contributo storico di Sr. M. Matilde Dell’Amore e quello artistico-tecnico di Sr. M. Immacolata Carotenuto, si propone due finalità primarie: Dare Gloria al nuovo Santo genovese e far conoscere Santa Maria del Prato, eccelso capolavoro del patrimonio artistico ligure, che costituisce un esempio notevole delle prime costruzioni romaniche in cui sono visibili accenni ed accenti gotici, fusi in unità costruttiva stilisticamente valida.  Il Presbiterio superiore, o presbiterio propriamente detto, è stato scelto come sede della mostra

 “ L’uomo e il Santo ”

L’autorizzazione a procedere, concessa all’uopo dalla Soprintendenza alle Belle Arti tramite l’Ing. Rita Pizzone, imponeva, però, una quantità di problemi da risolvere e di difficoltà da superare, che hanno reso lunga e laboriosa la realizzazione di tutto l’insieme.

In Primo luogo il tutto doveva essere sistemato in modo tale che nessuna delle strutture architettoniche fosse neppure lievemente sfiorata, escludendo, quindi, ogni possibilità di appoggio e di sostegno degli elementi. In secondo luogo, essendo la pianta del presbiterio costituita da una zona triabsidale e da una preabsidale, rimaneva naturalmente esclusa a priori la possibilità di un percorso continuo e della disponibilità di ampi spazi entro cui potersi muovere.

L’impegno di procedere e risolvere tale difficoltà venne assunto, con molto entusiasmo, da Sr. M. Immacolata Carotenuto coadiuvata dal Sig. Giuseppe Repetto che, superando i vari ostacoli, ideò di ricorrere all’uso di pannelli in plexiglas supportati da metallo, congegnati in modo tale che, pur consentendo ampio spazio alle immagini figurative e alle scritte illustrative, non alterassero l’insieme architettonico e non ne adombrassero le strutture portanti e quelle perimetrali.

E’ stato, almeno inizialmente, un tentativo di giocare sul contrasto tra antico e moderno, tentativo che, però, nel procedere ponderato e sofferto dei lavori, si è trasformato nella realizzazione, forse inizialmente inimmaginabile, di una soffusa ed armonica sintonia dei due elementi, cui hanno efficacemente contribuito arte, prosa, documentazione storica.

Sintonia di elementi che non si disturbano, ma che anzi si richiamano, si integrano e si completano, anche se ciascuno di essi si presta ad essere gustato a sé, secondo l’estro del visitatore.

Ne risulta una scorrevole Antologia Roscelliana che ci consente di ripercorrere piacevolmente tutte le tappe della vita del Santo, con il contributo dei vari biografi che di Lui ci hanno narrato e che, con l’originalità del tocco personale, hanno contribuito a creare, come strumenti musicali diversi di una sola orchestra, una piacevole e toccante sinfonia, capace di far palpitare e risaltare lo sfondo figurativo e di arrivare sensibilmente al cuore dei visitatori.

   

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                 
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