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Don Agostino Roscelli Fondatore dell'Istituto delle Suore dell'Immacolata Mentre continua la sua attività pastorale nei diversi campi che gli sono stati affidati o che si è assunto, Don Agostino sente sempre più vivo e urgente il problema della gioventù femminile. E così, partendo dall'impegno di carità sociale profuso nelle due Case-laboratorio, le sue riflessioni e le sue preghiere sembrano orientarlo - senz'alcuna predeterminazione personale, ma quasi condotto da una serie di circostanze nelle quali cerca di discernere e di seguire il disegno di Dio - a proporre alle Maestre di queste Case una vita comune e consacrata dai voti religiosi. Nel 1875 Don Roscelli si rivolge candidamente al Sommo Pontefice Pio IX esponendogli, in tutta umiltà, i propri intenti e le proprie difficoltà. Il Santo Padre, con la benedizione apostolica " Deus benedicat te et omnia opera tua bona ", gli invia la simbolica somma di Lire cento. L'ammirevole Sacerdote non ha bisogno di altro per intuire che è terminato il tempo dell'attesa e che è giunto quello dell'azione. E' questo il destino delle cose grandi. Generalmente, esse, più che esplodere, si costruiscono lentamente, pazientemente, con la fede e con l'inesausta fiaccola della speranza. Finchè arriva l'ora di Dio. Allora si impongono all'attenzione e assumono un compito che ne rivela il carisma e, diciamolo pure, la grandezza e l'eccezionalità. Nel giro di poco più di un anno è ultimata la sospirata casa al N. 5 di Via Volturno, pronta ad accogliere, il 15 ottobre 1876, le prime otto Maestre, sei delle quali il giorno 22 dello stesso mese ricevono l'abito religioso per mano del loro Fondatore, assumendo il nome di Suore dell'Immacolata. Da questo momento, cioè ancora per ventisei anni, Don Roscelli, dalla sua povera stanzetta di Via Volturno prima e di Via Laviania poi, conduce, consolida e dilata il suo Istituto, tanto che le case da lui fondate a Genova, nell'entroterra ligure ed in Piemonte, raggiungono il numero di ventidue tra Scuole, Collegi, Asili e Ospedali. E sempre e tutto con immutato stile: senza chiasso, senza esibizioni di alta strategia, senza presa di posizioni, ma con mano ferma, con mente illuminata e con direzione precisa. Nel contempo continua ad assolvere i vari incarichi ministeriali a lui affidati ed attende a meditare e ad elaborare scrupolosamente le Costituzioni delle Suore dell'Immacolata, che ottengono l'approvazione "ad experimentum" da S. E. Mons. Salvatore Magnasco, allora Arcivescovo di Genova, nel 1891. Don Roscelli, nella luce del Signore, ha letto con spirito di profezia i segni dei tempi. La fondazione della Congregazione delle Suore dell'Immacolata rispondeva certamente a questa sua attenzione ai bisogni spirituali e morali del tempo. Ma con altrettanta certezza quella fondazione ci parla di un'esigenza del suo cuore sacerdotale sovrabbondante di amore. Non esitò ad attendere con pazienza, a faticare e anche a soffrire per portare a termine un'opera certamente ispiratagli da Dio e che rimane nel tempo come il testamento più bello ed eloquente della sua generosissima vita. |