”A Betlemme è nato Colui che, nel segno del pane spezzato,
avrebbe lasciato il memoriale della sua Pasqua.
L’adorazione del Bambino Gesù diventa, in questa Notte Santa, adorazione eucaristica…
…e chi ha conosciuto la gioia dell’incontro col Cristo, non può tenerla chiusa dentro di sé ma deve irradiarla.”
Giovanni Paolo II
la Superiora Generale e le Suore dell’Immacolata
augurano Buon Natale e felice Anno Nuovo |
S. Natale 2012 - - - - - - IL PRESEPE IN CASA NOSTRA
Nelle nostre famiglie cristiane in questi giorni splende un presepe. Talvolta è quasi un'opera d'arte, talvolta una semplice immagine di Gesù con Maria e Giuseppe. Per tutti è l'occasione di guardare con fede quel Bambino che è il Figlio di Dio.
Facciamo il presepe. Possibilmente facciamolo bello, per esprimere al meglio la bellezza del Natale.
Ma non basta porre il presepe su un tavolo. È necessario che la famiglia sia il vero presepe. Un presepe vivente, fatto di persone reali, che scoprono e approfondiscono insieme la presenza del Signore in mezzo a noi e particolarmente la sua presenza in ogni famiglia, in ogni atto di vero amore domestico, grazie al sacramento del matrimonio.
Chiedo ai genitori di confrontarsi con Maria e Giuseppe: con la loro dignità, con la loro fede, con il loro amore, con il loro coraggio. Chiedo ai genitori di guardare ai propri figli con la stessa premura e con la stessa fiducia con cui Maria e Giuseppe guardavano a Gesù. Non è impossibile.
Anzi, forse è semplice. E senza dubbio semplifica molto la vita per tutti, perché la famiglia trova il suo slancio, la sua motivazione, il suo vero stile, cominciando dal guardare ai figli come a Gesù per educarli alla vita buona del vangelo. Senza paura e con grande semplicità. Pronti ogni giorno a constatare progressi e difetti, ma senza perdersi d'animo. Pronti a continuare serenamente il giorno seguente.
1. Per fare bello e autentico questo presepe vivente chiedo a ogni famiglia credente (nel pieno rispetto delle varie differenze all'interno dei nuclei familiari) un piccolo impegno di preghiera quotidiana insieme. Magari con qualche piccola rinuncia alla televisione o al pc. I ragazzi ci guardano e portano dentro (sia pure a volte nascosta) una sete di spiritualità che non riusciamo a immaginare. Con un regalo si fanno felici per un momento. Educandoli alla preghiera vera si fanno sereni e fiduciosi per tutta la vita.
2. Per fare bello e autentico questo presepe vivente chiedo anche a tutti genitori di prestare una grande attenzione agli affetti. Non temete a mostrarvi affettuosi, molto affettuosi, tra voi e con i figli. Il che non significa essere cedevoli e perdere autorevolezza. Tutt'altro. Significa solo che ogni ragazzo deve sperimentare, direi toccare con mano ogni giorno, quanto babbo e mamma si vogliono bene e quanto, insieme vogliono bene ai loro figli. Un semplice gesto di tenerezza insegna tutto uno stile di vita. E Dio sa, ma lo sanno anche i genitori, quanto sia importante che i ragazzi crescano sereni nella loro affettività. Sereni e responsabili. Sperimentandolo in quel meraviglioso presepe della loro famiglia.
3. Per fare bello e autentico questo presepe vivente talvolta concorrono anche le difficoltà e le sofferenze. La famiglia di Betlemme è sommersa da un cumulo di disagi: lontana da casa, senza un alloggio disponibile, perseguitata, incompresa… Eppure è il simbolo e il fondamento di ogni speranza. A partire dal coraggio di Maria e Giuseppe il mondo ha avuto una svolta, la luce del Natale si è diffusa su tutta la terra. Poter educare i figli a guardare così le difficoltà quotidiane! Non è impossibile. In fondo è quello che hanno sempre fatto generazioni e generazioni di famiglie cristiane prima di noi.
4. Infine vorrei chiedere un bel presepe anche alle famiglie che, in vario modo e per vari motivi, sono rimaste ferite negli affetti e segnate dalle separazioni. L'amore di Dio è irrevocabile per tutti, anche quando l'amore umano si dilegua: tutte le famiglie sono comunque destinatarie dell'amore eterno di Dio, che non viene mai meno. In quel presepe forse mancherà qualcuno dei "personaggi", o forse qualcun'altro vi sarà in sovrabbondanza.
L'importante è mettere al centro i figli e riversare su di loro l'amore profondo e rispettoso che Maria e Giuseppe riversavano sul loro Figlio Gesù.
Buon Natale a tutti con la luce e la pace che vengono dal Presepe di Betlemme.
"Buon presepe" a tutti in ciascuna famiglia illuminata e pacificata con il Natale del Figlio di Dio.
+ Mario Meini
Vescovo di Fiesole |
A conclusione della solenne ostensione della reliquia del beato Giovanni Paolo II Papa, le Suore dell’Immacolata vogliono ringraziare Mons. Oder Slawomir, che gentilmente ha permesso che da Roma fosse trasportata nella nostra bella Genova.
Ringraziamo tutti i fedeli appartenenti al Clero e non e tutti coloro che hanno dimostrato affetto al caro Papa; ringraziamo le forze dell’ordine e i volontari che ci hanno accompagnato, i giornalisti che ci hanno seguito e quanti a vario titolo hanno collaborato con la parola, il gesto, una preghiera.
Da parte loro le Suore dell’Immacolata si impegnano ad appoggiare, con l’orazione le suppliche che sono state affidate all’intercessione del caro Papa perché possano essere esaudite da Dio e chiedono nella preghiera che la vita di tutti coloro che sono venuti pellegrini lasci una stupenda impronta di santità nell’ambiente dove vivono così come ha fatto (e voi ce lo dimostrate) Giovanni Paolo II.
Non stancatevi di seminare il bene: non abbiate paura di Cristo
Grazie!
Madre M. Rosangela Sala
Superiora Generale
Quadro dipinto dal Pittore
Maestro Luciano Perolini - Ombriano (Crema) |
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Quando un Papa del calibro di Giovanni Paolo II si muove con Lui si sposta il mondo intero. Quando un sacerdote qualsiasi si sposta, certo non fa rumore e poco rumore fece Sant’Agostino Roscelli, anche in vita.
Sant’Agostino Roscelli, chi era costui? Un sacerdote genovese, morto nel 1902, che non salì alcun gradino della carriera ecclesiastica: fu sacerdote, semplicemente sacerdote, neppure parroco! Non viaggiò molto, non giunse a Roma neppure per un devoto pellegrinaggio: troppo povero da un lato, troppo occupato dall’altro.
Cosa centra Sant’Agostino Roscelli col beato Giovanni Paolo II? Vi è un legame stretto, spirituale; entrambi hanno tanto amato Dio, la Vergine, i Santi ed il prossimo da poter condividere la stessa passione: per Dio e per l’umanità fino alle estreme conseguenze.
Fondatore di una Congregazione il primo (le Immacolatine), un Pontefice che ha segnato i tempi, il secondo. Eppure il poter avere oggi le reliquie di Giovanni Paolo II a Genova si deve proprio al primo. Il legame passa attraverso l’Istituto fondato da Sant’Agostino Roscelli.
E’ proprio grazie alla continuazione dell’opera laboriosa, iniziata dal Santo Fondatore Roscelli, che a Roma è sorta una bellissima chiesa intitolata alla Vergine Immacolata ed a San Giuseppe Benedetto Labre ove, da diversi anni, esercita la cappellania un giovane sacerdote fervoroso, ora famoso monsignore: il postulatore della causa di Papa Giovanni Paolo II, Mons. Oder Slawomir.
E’ grazie all’amore di quest’ultimo per il Papa Beato ed alla sua generosità che Genova può venerare la preziosa reliquia di un Pontefice tanto amato.
Le Suore Immacolatine hanno voluto che fosse in prossimità della festa dell’Immacolata, la Vergine cara a Giovanni Paolo II ed al Roscelli, quasi a significare una trilogia difficilmente scindibile.
Nei giorni scorsi, dal 5 all’11 dicembre 2011, abbiamo potuto vedere uniti insieme questi due giganti della Chiesa, con esistenze tanto diverse ma dalle motivazioni tanto simili.
Il Papa della beatificazione e della canonizzazione del Roscelli è venuto da Roma a Genova nella chiesa dove riposano le spoglie del un “povero prete”.
Abbiamo avuto due “santi” uno accanto all’altro, due testimoni di santità: un papa ed un sacerdote.
Il Sacerdote santo, che ebbe per iscritto da Pio IX la benedizione che diede ali alla sua vita: “Deus benedicat te et opera tua bona”, ed il Papa beato, che gridò al mondo: “Non abbiate paura di spalancare le porte a Cristo!”.
La chiesa romanica di Santa Maria del Prato, che sorge in fondo a piazza Leopardi, è stata costantemente aperta per permettere a tutti di pregare accanto alla reliquia del sangue del beato Giovanni Paolo II.
Curiosa è la storia del reliquiario, a forma di libro aperto, opera dell’artista italiano Carlo Balljana. Il cardinale Stanislaw Dziwisz, che sarà a Genova negli incontri di cattedrale aperta il 15 febbraio 2012, ha personalmente selezionato l’opera tra centinaia di studi e bozzetti presentati da artisti di tutto il mondo. L’idea dell’originale reliquiario è nata dall’estro, dalla fede e da un sogno dell’artista stesso.
Possa il dono di questa presenza in mezzo a noi segnare l’inizio di un incontro rinnovato con Cristo.
La Chiesa Romanica di Santa Maria del Prato, a Genova piazza Leopardi, via Parini 2, chiesa che custodisce le spoglie di Sant’Agostino Roscelli, sacerdote genovese, rimarrà aperta ogni domenica pomeriggio dalle ore 15,30 alle 18,30.
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Il 4 dicembre - La reliquia arriverà a Genova e farà tappa nella Parrocchia di Santa Zita, luogo particolarmente caro alle Suore Immacolatine che 135 anni fa hanno visto proprio in quella Parrocchia nascere il loro Istituto.
Alle ore 18,00, con una adeguata cerimonia, verrà deposta sull'altare e alle ore 18,30, il Rev.do Parroco Don Franco Pedemonte celebrerà la S. Messa. Dopo la giusta venerazione dei convenuti verrà portata e collocata nella Chiesa “Santa Maria del Prato”, in Piazza Leopardi – angolo via Parini, Genova-Albaro, ove permarrà dal 5 all'11 c.m. con il seguente orario: dalle 07,30 alle 20,00 - senza interruzione.
Ad accogliere la reliquia vi saranno le Suore dell’Immacolata residenti a Genova e gli Istituti religiosi del vicariato di Albaro che, ringraziando il Signore per questo grande dono concesso alla città di Genova, si intratteranno in preghiera fino alle ore 22,00.
5 dicembre -
Ore 18,00, celebrazione della S. Messa.
Ore 19,30 – Suore della P.O.R.A. - Veglia di preghiera con i giovani per i Sacerdoti.
6 dicembre -
Ore 18,00 – Veglia di preghiera presieduta da S. E. Mons. Luigi Palletti.
7 dicembre -
Ore 16,00 - S. Messa – Scuola di Quinto
Gruppo “Zambia 2000” ore 17,30 - Adorazione;
ore 18,00 S. Messa.
Ore 21,00 – Veglia di preghiera organizzata dall’Associazione “Comunione e Liberazione”.
8 dicembre -
Ore 09,00 - S. Messa presieduta da S. E. il Cardinale Angelo Bagnasco per i Medici e il personale di “Villa Serena”.
Ore 15,30 - Incontro di preghiera gruppo “ALMI” Associazione Laicale Maria Immacolata
Ore 18,00 - S. Messa
9 dicembre -
Ore 10,00 - Suore e parrocchiani di Ceparana (SP): S. Messa;
Ore 21,00 - La reliquia portata in Cattedrale viene accolta da S. Eminenza Il Cardinale che presiede la veglia di preghiera con la meditazione dei misteri del S. Rosario.
Alle ore 22,00 - circa, la reliquia viene riportata nella chiesa di S. Maria del Prato.
10 dicembre -
Ore 18,00 - celebrazione della S. Messa.
11 dicembre -
Ore 15,30 - S. Messa in lingua spagnola – Gruppo extracomunitari.
Alle ore 17,00 verrà trasportata processionalmente nella Chiesa Parrocchiale di S. Francesco di Albaro ove si terranno le celebrazioni che concluderanno l'ostensione. Sarà presente in quell'occasione anche il Postulatore Mons. Oder Slawomir giunto da Roma per la circostanza e, alle ore 17,00, darà una sua testimonianza sulla figura del Papa Beato.
Alle ore 18,30 S. Messa di conclusione dell’ostensione della reliquia.
Per chi lo desidera sarà sempre presente un Confessore
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Chiesa di Santa Maria del Prato
Genova, p.zza Leopardi – via Parini
dal 5 all’11 dicembre 2011,
la reliquia del sangue del beato Giovanni Paolo II
sarà esposta alla pubblica venerazione
con orario continuato
Storia del reliquiario
Curiosa è la storia del reliquiario, a forma di libro aperto, opera dell’artista italiano Carlo Balljana.
Il cardinale Stanislaw Dziwisz ha personalmente selezionato l’opera tra centinaia di studi e bozzetti presentati da artisti di tutto il mondo. Racconta Carlo Balliana, in arte Balljana, meglio conosciuto come lo “Scultore del vento”: “Mentre dormivo ebbi la netta visione di una figura vestita di bianco, direi Wojtyla che mi indicò un libro, un Vangelo aperto. Su una pagina scorsi il suo pastorale, quello col Cristo, il pastorale inseparabile, a cui il Papa sempre si appoggiava nelle sue uscite come pastore. Nella pagina accanto intravidi il suo stemma, quello del Pontificato, col riferimento a Maria e una scritta “Non abbiate paura!”. Mi svegliai di soprassalto, erano le 4,15 del mattino. Nonostante l’ora, tornai in studio e completai i disegni secondo quell’insperato suggerimento. Abbandonai l’idea di un ostensorio, mi concentrai nella realizzazione di … un libro aperto, un libro sfogliato da vento, come quello, indimenticabile, di quel giorno, sul suo feretro, durante le esequie in piazza San Pietro. Le immagini di quel libro sfogliato e risfogliato ed alla fine chiusosi, quasi fosse un segno, potevano dirsi il simbolo della lunga vita di Giovanni Paolo II. Ecco dunque il risultato. Ne è uscito un libro sfogliato dal vento, il vento della Nuova Evangelizzazione, firmato dal sangue di un papa Karol Wojtyla, testimone fino alla fine dell’amore.” |
Mi hai chiamato: eccomi, Signore!
Il giorno 11 settembre 2011 Agnese Bertoni, Novizia del nostro Istituto, ha emesso i primi voti religiosi nella Chiesa Parrocchiale di S. Bernardo Tolomei a Siena, sua Città natale.
Il giorno precedente, 10 settembre, vi è stata la consegna dell’abito nella chiesa di Santa Maria del Prato. Tale funzione ha coinciso con la celebrazione della S. Messa di apertura dell’anno scolastico per tutti gli Insegnanti delle nostre scuole.
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MARIA MEDIATRICE
DI TUTTE LE GRAZIE
“Nessuna creatura infatti può mai essere paragonata col Verbo incarnato e redentore. Ma come il sacerdozio di Cristo è in vari modi partecipato, tanto dai sacri ministri, quanto dal popolo fedele, e come l'unica bontà di Dio è realmente diffusa in vari modi nelle creature, così anche l'unica mediazione del Redentore non esclude, bensì suscita nelle creature una varia cooperazione partecipata da un'unica fonte. E questo compito subordinato di Maria la Chiesa non dubita di riconoscerlo apertamente; continuamente lo sperimenta e lo raccomanda al cuore dei fedeli, perché, sostenuti da questo materno aiuto, essi più intimamente aderiscano al Mediatore e Salvatore”.
(Concilio Vaticano II, Costituzione Sulla Chiesa, n. 62)
Questa citazione è stata suggellata in una cappellina dedicata alla "Beata Vergine Maria Mediatrice di Tutte le Grazie", a 1871 metri s.l.m. e, precisamente, sul Colle di Tenda, il valico alpino che separa le Alpi Liguri dalle Alpi Marittime, il passo del lungo spartiacque che costituisce la frontiera naturale tra la Francia e l'Italia. La piccola statua della Madonna è stata donata dalle Suore dell'Immacolata e la Cappellina lodevolmente restaurata dalla famiglia Moraglia: l'Avvocato Paolo, la moglie Teresa con la bimba Benedetta e il piccolo Francesco, sorvegliati da Vicky: fedele cane da guardia pastore tedesco. Nuovamente, dopo parecchi anni di degrado ed abbandono, i molti escursionisti che passano di lì, possono rivolgere il loro pensiero alla Madonna per chiederLe protezione e guida in un cammino sicuro.
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Roma 1° maggio 2011
II domenica di Pasqua o della Misericordia
Piazza San Pietro (vedi articolo)
Cerimonia presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI
per la Beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II Papa
La liturgia di Beatificazione, prevista alle ore 10.00, è preceduta da un’ora di preparazione in cui, ha spiegato Frisina “preghiamo insieme la Coroncina della Divina Misericordia, una devozione introdotta da Santa Faustina Kowalska e tanto cara al Beato Giovanni Paolo II”.
La Coroncina “è una preghiera litanica, simile al Rosario, con cui si invoca la misericordia di Dio e si chiede il perdono dei peccati in un atto di fiducia verso la misericordia di Cristo”.
Dal "libretto di Beatificazione", Suor Maria Anna Afelt, delle Suore dell'Immacolata di Genova, legge in polacco il seguente brano:
Dall’omelia di Giovanni Paolo II
(domenica 30 aprile 2000,
Canonizzazione di Suor Maria Faustyna Kowalska):
"Dziękujcie Panu bo jest dobry, bo łaska Jego trwa na wieki" (Ps 118,1), te słowa wyśpiewuje Kościół w oktawie świąt Zmartwychwstania Pańskiego, jakby przenosząc słowa Chrystusa na słowa psalmu; słowa Chrystusa zmartwychwstałego, który w Wieczerniku przynosi wielkie orędzie o Miłosierdziu Bożym i powierza je Apostołom: "Pokój wam! Jak Ojciec Mnie posłał, tak i Ja was posyłam...Weźmijcie Ducha Świętego! Którym odpuścicie grzechy, są im odpuszczone, a którym zatrzymacie, są im zatrzymane" (J 20, 21-23).
Przed wypowiedzeniem tych słów Jezus pokazał przebite dłonie i bok. Wskazał na rany męki, a przede wszystkim ranę serca - źródła, z którego wypływa strumień miłosierdzia dla ludzkości.
Siostra Faustyna Kowalska, błogosławiona, którą od dziś wzywać będziemy jako świętą, ujrzała wychodzące z tego serca dwa promienie światła, oświetlające cały świat. "Dwa promienie - wyjaśnił jej sam Jezus - oznaczają krew i wodę" (Dzienniczek).
Sangue ed acqua! Il pensiero corre alla testimonianza dell'evangelista Giovanni che, quando un soldato sul Calvario colpì con la lancia il costato di Cristo, vide uscirne "sangue ed acqua" (cfr Gv 19, 34).
E se il sangue evoca il sacrificio della croce e il dono eucaristico, l'acqua, nella simbologia giovannea, ricorda non solo il battesimo, ma anche il dono dello Spirito Santo (cfr Gv 3, 5; 4, 14; 7, 37-39).
Attraverso il cuore di Cristo crocifisso la misericordia divina raggiunge gli uomini: "Figlia mia, di' che sono l'Amore e la Misericordia in persona", chiederà Gesù a Suor Faustina (Diario, 374).
Questa misericordia Cristo effonde sull'umanità mediante l'invio dello Spirito che, nella Trinità, è la Persona-Amore. E non è forse la misericordia un "secondo nome" dell'amore (cfr Dives in misericordia, 7), colto nel suo aspetto più profondo e tenero, nella sua attitudine a farsi carico di ogni bisogno, soprattutto nella sua immensacapacità di perdono?
Questa preparazione termina con una Invocazione della Misericordia di Dio sul mondo con il canto
Jezu ufam tobie – Gesù confido in te.

Sr. M. Anna Afelt assieme alla Suora miracolata dal Papa Giovanni Paolo II, Suor Marie Simon Pierre Normand e alcuni momenti della cerimonia.


Suor Maria Giuseppina Querci riceve l'Eucarestia dalle mani del Santo Padre e il Cappellano delle Suore di via Monza - Roma, Mons. Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Karol Wojtyla, bacia la mano del Santo Padre.

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Nella missione di Dongora - Etiopia, Aneel con alcuni suoi compagni,
parla della sue esperienze di fede e di preghiera.
Vedi programma:

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Roma - Via Monza, 21 - Istituto "Immacolata"
Rassegna musicale

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Giovedì 28 Aprile 2011
Ore 11:00
AULA MAGNA "ISTITUTO IMMACOLATA" - Roma Via Monza, 21

GIOVANNI PAOLO II
Quel papa venuto «di un paese lontano»
* Incontro dibattito con Don Slawomir Oder postulatore della causa di canonizzazione
* Proiezione: «Karol Wojtyla. Un papa nella storia»
* Il papa e le giornate mondiali della gioventù: la notte di Tor Vergata
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Preparazione alla Santa Pasqua per gli alunni della scuola "S. Maria Immacolata" di piazza Paolo da
Novi a Genova, animata dalla Congregazione: Servi e Serve del Cuore Immacolato di Maria. |
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8 aprile 2011 - Genova, piazza Paolo da Novi n° 11
IMMA’S GOT TALENT 2011
La Scuola “Immacolata” scopre i talenti “nascosti”
dei compagni che saranno protagonisti dello spettacolo.
Iniziativa dei ragazzi del liceo in collaborazione con l’Associazione A. Roscelli
A scopo di beneficienza.
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Giovedì 31 marzo 2011, alle ore 16.30, incontro per tutti i docenti e responsabili delle scuole cattoliche di ogni ordine e grado:
"UNA PEDAGOGIA PER LA SCUOLA CATTOLICA"
Interverranno il Vescovo Ausiliare e Vicario Generale Mons. Luigi Palletti e il direttore dell'Ufficio catechistico Diocesano Don Gianfranco Calabrese.
L'incontro si terrà presso l'Istituto delle Suore Immacolatine in Piazza Paolo da Novi (Genova).
Il programma sarà il seguente:
Ore 16.30: Arrivo e saluto del presidente
Ore 16.45: Intervento di Don Gianfranco Calabrese
Ore 17.30: Discussione sui temi trattati
Ore 18.00: Intervento di Mons. Luigi Palletti
Contestualmente all'incontro saranno consegnati agli interessati i moduli di iscrizione ai tornei di calcio e pallavolo che si svolgeranno nel mese di maggio. |
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A Genova, presso la scuola di via P. G. Semeria, quest’anno è nato il gruppo “Teatro genitori”.
Si tratta di una simpatica esperienza senza troppe “pretese professionali”, animata dal desiderio di realizzare qualcosa di positivo.
Gli obiettivi sono due:
- trascorre due ore alla settimana fra amici, divertendosi ed impegnando le proprie energie per uno scopo buono.
- servirsi di un nuovo metodo per porgere messaggi costruttivi ai figli e collaborare con la scuola offrendo, alla fine dell’anno scolastico, un gradevole intrattenimento.
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Università degli studi di Genova
15 marzo
Suor Maria Cristiana Cartacci ha conseguito la Laurea in Lettere Moderne.
Titolo della Tesi:
"La Seconda Guerra mondiale nel Mezzogiorno attraverso le cronache di una religiosa"
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Il giorno 11 marzo Suor Maria Olivia Bondrano, all'Istituto di Scienze Religiose - Seminario Diocesano di Torino, ha discusso la Tesi:
"Il Magnificat, la più antica preghiera mariana. Origine, struttura ed esegesi"
ed ha conseguito la Laurea in Scienze Religiose
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Incontro di formazione per Insegnanti e Genitori
Lunedì 7 marzo 2011 - presso l'Istituto delle Suore dell'Immacolata - Via Padre G. Semeria, 32 - Genova
alle ore 20,45 - Conferenza dal titolo:
"EDUCARE IN UN MONDO CHE CAMBIA"
Oggi, in un mondo dove nuove tecnologie e mass media promuovono falsi valori e dove l'apparire prevale sull'essere, è ancora possibile educare i giovani alla ricerca del Vero, del Bello e del Buono?
Relatore: dott. Ezio Aceti Psicoterapeuta e consulente Psicopedagogico del Comune di Milano. |
Suor M. Gloria González e Suor M. Renza Barrera Païs, venute in Italia il giorno 11 gennaio, tornate in Argentina hanno potuto emettere i voti perpetui l'11 febbraio Sr. M. Gloria a La Cumbre (Cordoba), mentre Suor Maria Renza, in Cile, emette i santi voti il giorno 19. Le Suore, venendo in Italia, hanno potuto intensificare la preparazione necessaria per tale evento e, nel contempo, hanno potuto assaporare la gioia di trascorrere un po' di tempo nei luoghi del SantoFondatore Don Agostino Roscelli. Non è loro mancata l'occasione di vedere Bargone, paese natale del Santo, da una dimensione speciale: dala vetta del monte Trigino. |
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